Vini per le festività, Nero d’Avola Eimì di Lombardo e Mareneve di Federico Graziani

 

Primo giorno del Calendario dell’Avvento 2017 di WIS. Due vini al giorno, siciliani, italiani o esteri; oggi due siciliani, entrambi giovanissimi.

Tenute Lombardo – Eimì 2012
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“Eimì”, dal greco “io sono”, è una selezione di nero d’avola. La vendemmia avviene nella prima decade di ottobre, rigorosamente a mano. Affina in barrique per 12 mesi. Il colore è rosso-viola, cupo. Al naso, ciliegia nera ed erbe aromatiche, poi spezie in particolare di pepe nero cioccolato. Al gusto è pieno, vellutato, molto persistente. La sensazione di rotondità e volume è unica.
La tenuta ricade al centro Sicilia nei territori di Caltanissetta e San Cataldo tra i 550 e i 650 m. s.l.m., l’estensione circa 35 ettari. Nel 2013 è stato recuperato e ristrutturato uno splendido casolare, mentre il vecchio palmento è adibito all’esposizione dei vini. Nella casa/cantine fronte vigna è possibile degustare i prodotti della casa.I terreni sono sciolti ricchi di pietra bianca-calcarea. Le condizioni climatiche e la distanza dal mare influenzano notevolmente la qualità dei prodotti, in particolare gli sbalzi termici giorno – notte (oltre 15°C), sono gli elementi principali per ottenere delle produzioni di vini freschi, fruttati, intensi e persistenti. L’enologo è Tonino Guzzo; la proprietà di Gianfranco Lombardo con i fratelli Salvatore e Roberto.

Federico Graziani – Mareneve 2016
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Federico Graziani è un grande conoscitore, sommelier e professionista del vino. Da qualche anno vinifica sull’Etna in collaborazione con “I Vigneri”. Prodotto in 1.700 bottiglie, il bianco Mareneve è un progetto etneo partito alla fine degli anni ‘90, quando Salvo Foti mise a dimora a 1.200 mt. di altitudine, in Contrada Nave presso Bronte, una vigna sperimentale con le più importanti varietà dei climi freddi: riesling, gewürtztraminer, grecanico e in parte minore, Carricante e Chenin Blanc. Il 2006 è la prima annata di bianchi per Federico, il vino è snello, profumato e tagliente, non fa né legno né malolattica, solo una sosta di sei mesi sulle fecce fini. Spiccano il pompelmo, il muschio bianco e una fine nota sulfurea. Un vino di enorme identità, supportato magistralmente da questi grandi vitigni. Il nome deriva da la Via Mareneve, che collega il Piano Provenzana, base di partenza degli impianti sciistici, con Linguaglossa e Fornazzo, e poi giù fino al mare di Riposto.