Wine Tour nr. 1 – Trapani, Marsala e Mazara del Vallo

di: Assovini
29/03/2017
Wine Tour nr. 1 – Trapani, Marsala e Mazara del Vallo

In dettaglio

Inizia la campagna WIS Wine Tour 2017 di Wineinsicily.com e si parte da Trapani, Marsala e Mazara del Vallo. Questo nuovo progetto ha come obiettivo quello di evidenziare il meglio della Sicilia diviso per aree omogenee, in modo da favorirne la comprensione e l’approfondimento. Sono delle proposte di viaggio-vacanza con focus rivolti vino. Le proposte permetteranno al lettore di poter organizzare in autonomia – o se vorrà con la nostra collaborazione – uno speciale e inedito itinerario il cui fil-rouge è costituito dal vino.

WIS ha selezionato e selezionerà per i propri lettori i migliori alberghi, i migliori ristoranti, le migliori trattorie, i migliori vini e le migliori cantine della Sicilia, non trascurando i siti di interesse turistico, archeologico, paesaggistico. Alla fine, evidenzierà una proiezione dei costi per una corretta quantificazione del proprio budget.

Indipendentemente dallo stesso budget, i WIS Wine Tour offrono vacanze all’insegna della comodità, del relax e del gusto. È uno strumento che punta al meglio e che indica, a chi ha dubbi o non ha tempo di organizzare nei dettagli il proprio viaggio, un Tour completo.

Infine, per coloro che decideranno l’ospitalità preso le cantine vinicole, i WIS Wine Tour offriranno delle speciali agevolazioni sia nei prezzi che nei servizi. Buon Viaggio e Buona degustazione!

Attrazioni e Cantine suggerite per il “Tour Trapani”
Parco dello Zingaro e San Vito Lo Capo
Sito archeologico di Segesta
Borgo medievale di Erice
Trapani
Le Saline Ettore & Infersa
Mozia, il Museo e vigneti Tasca d’Almerita
Marsala
Mazara del Vallo
Parco dei Laghi Gorghi Tondi e Preola
Cantine: Assuli, Fazio, Firriato, Florio, Baglio Oro, Caruso & Minini, Europa, Musita, Rallo, Gorghi Tondi, Fondo Antico, Coste Ghirlanda (Pantelleria), Donnafugata (Marsala e Pantelleria)

 

Costi
Verifica a febbraio 2017. I prezzi sono soggetti a oscillazioni stagionali in +/-:

  • Noleggio macchina per 6gg., assicurazione compresa: € 260,00
  • Baglio Sorìa: € 170,00 per una doppia a notte con colazione
  • Parco Zingaro: € 5,00
  • Trattoria gli Archi di San Carlo di Erice: menù € 35,00
  • Trattoria Pocho e il Ritrovo di San Vito Lo Capo: menù € 35,00
  • Trattoria Il Moro, Trapani: € 35,00
  • Trattoria di pece Cantina Siciliana: € 40,00;
  • La Gancia Residence: € 120,00 per una doppia a notte con colazione
  • Central Gallery Rooms & Apartments: € 60,00
  • Mozia: circa € 15,00 (€ 6,00 imbarcazione + € 9,00 biglietto museo e parco archeologico)
  • Ciacco Putìa Gourmet (panini e stuzzicheria): aperitivo e panino € 18,00;
  • Ristorante SLO, Marsala: menù € 45,00;
  • Trattoria di pesce da Pino, Marsala: menù € 35,00;
  • Hotel del Carmine, Marsala: € 100,00 per una doppia a notte con colazione

Visita a al sito archeologico di Segesta
Segesta è una delle più importanti espressioni della Sicilia greca. La prima cosa che si incontra sul sito archeologico è il tempio sull’altipiano tra le due cime del monte dove, anticamente, sorgeva una città del V-IV sec, a.C.; di questa città oggi possiamo visitare il Tempio, il Teatro e il Santuari di Mango. Il tempio dorico, magnifico per assetto e posizione, nobilita il luogo in cui è posto. Per la notevole qualità artistica e per le caratteristiche stilistiche, il tempio può essere datato nell’ultimo trentennio del V sec., tra il 430 e il 420 a. C.. Il teatro si trova più in alto, sulle pendici settentrionali del monte Barbaro. Abbastanza ben conservato, ha una cavea di circa 63 m di diametro, in parte tagliata nella stessa roccia, e in parte costruita e sostenuta da un muro con blocchi di calcare. La parte alta della cavea, oggi perduta, forse era circondata da un poderoso muro semicircolare di sostegno. Sotto la cavea è stata esplorata una grotta considerata sacra, dove probabilmente si svolgevano riti di tipo elimo. Il Santuario è stato riportato alla luce in area extra urbana, presso la contrada Mango. È circondato da un temenos (muro) e da blocchi rozzamente squadrati. Il luogo è molto suggestivo. All’interno del santuario dovevano trovarsi parecchi edifici sacri, com’è testimoniato dal ritrovamento di molte parti architettoniche (capitelli e colonne), oltre che di una ricchissima quantità di ceramiche che vanno dal VIII al V sec. a. C., alcune con iscrizioni o graffiti.
A Segesta, nuovi recenti scavi hanno rivelato, nelle acropoli nord e sud, i resti della città medievale, e di quelle islamiche e normanno-sveve.

Info
Indirizzo: Case Barbaro – contrada Barbaro – S.P. 68
Calatafimi-Segesta (TP)
Tel.: 0924952356
Orari: apertura sempre alle ore 9.00. Chiusure: sino al 29 febbraio ore 17. Dall’1 al 26 marzo ore 18,30; dal 27 marzo al 2 ottobre ore 19.30; dal 3 al 31 ottobre ore 18,30; dal 1 novembre al 31 dicembre ore 17. ULTIMO INGRESSO UN’ORA PRIMA DELLA CHIUSURA.
Biglietto singolo intero:  € 6,00; ridotto: € 3,00

La Riserva de Lo Zingaro, tra San Vito Lo Capo e Scopello
La Riserva dello Zingaro si estende per una fascia litoranea di circa 7 Km, tra Scopello e San Vito Lo Capo. È considerato, da biologi e naturalisti, un vero paradiso per la grande varietà di ambienti naturali presenti, per la ricchezza di piante endemiche e per la fauna rara tra cui diverse specie di rapaci. I massicci calcarei che la sovrastano fanno da quinta ad una serie di bellissimi golfi caratterizzati da una fascia costiera segnata da basse scogliere e profonde distese di sabbia finissima che lambiscono un mare limpido ed incontaminato. Ovunque si avverte la presenza dell’uomo in un sodalizio che dura da secoli. Testimone dei primi insediamenti preistorici in Sicilia è la Grotta dell’Uzzo. Il mare turchese, la trasparenza dell’acqua e ed il paesaggio subacqueo, con una prateria abitata da una fauna tipica del mediterraneo, rappresentano una peculiarità difficilmente riscontrabile in altri ambiti costieri. Lo Zingaro, con i suoi tre sentieri: costiero, di mezza costa ed il sentiero alto, presenta uno stretto legame con il mare, che ne delimita il confine geografico, ma, soprattutto, fa da sfondo costante ad un paesaggio mozzafiato. Costo biglietto adulti: € 5,00
http://www.riservazingaro.it

Baglio Sorìa Resort & Wine Experience
È una elegante struttura 4 stelle che riprende un antico baglio del Seicento siciliano, interamente ristrutturato in stile moderno, con un suggestivo belvedere sul golfo di Trapani. Il ristorante è gestito dallo chef Gaetano Basiricò, c’è un wine bar, un wine shop e uno sky lounge. La proprietà è della famiglia Di Gaetano, già titolare della cantina Firriato.

Cantina Fazio
La cantina di Girolamo e Vincenzo Fazio di trova presso Contrada Fulgatore nel comprensorio della DOC Erice. La conduzione è a carattere familiare. I vigneti di proprietà si trovano tra i 250 e i 600 metri di altitudine. Il clima fresco e ventilato, la presenza di rilievi montuosi e la relativa vicinanza del mare conferiscono ai vini caratteristiche uniche ed esclusive. La particolare conformazione geologica dei terreni dona alle uve profumi, freschezza e sapidità sostenuta da una buona acidità.

Erice
È uno tra i borghi più belli d’Italia, l’impianto è medioevale. Vicoli, stradine e piazzette, costeggiate da chiese e palazzi nobiliari, si aprono lasciando intravedere panorami maestosi. Sono soprattutto le chiese a spiccare tanto che Erice era conosciuta come la città delle cento chiese. In realtà ce ne sono di meno e molte sono imperdibili. Oltre alla Chiesa di San Martino, dallo stile normanno, e alla Chiesa di Sant’Albertino degli Abbati, la più antica è la Chiesa Madre, dedicata al culto di Santa Maria Assunta. Il suo campanile a pianta quadrangolare è impreziosito da bifore; una struttura con funzione anche di difesa e avvistamento. Ci sono nove croci nella parete destra della chiesa; leggenda vuole che quelle croci provenissero dal tempio di Venere, portate da Federico d’Aragona, in fuga e ospite della città durante la guerra del Vespro.

Trapani, centro
Trapani ha la forma di una falce (in greco Drepanon) e una posizione geografica invidiabile: tra i due mari, ai piedi del Monte Erice, vicino il sito archeologico di Selinunte, di fronte le Isole Egadi e le saline, che furono strappate al mare dai Fenici come racconta la leggenda. Passeggiando nel suo centro storico sono subito evidenti le varie stratificazioni culturali che, nei secoli e attraverso le tante dominazioni, hanno lasciato testimonianze di valore architettonico, artistico e monumentale. Tra le attrazioni da non perdere, i Misteri della Chiesa del Purgatorio. La settecentesca Chiesa del Purgatorio custodisce i “Misteri”, 20 gruppi scultorei realizzati da artigiani trapanesi, raccontano la Passione di Cristo. Da questa chiesa del 1600, di origine spagnola, ogni Venerdì Santo parte una delle più antiche manifestazioni religiose d’Italia: La processione dei Misteri. I venti capolavori vengono portati lungo le vie della Città. L’imponente processione si snoda per le vie cittadine, nell’arco di 24 ore, in un emozionante insieme di religiosità, suoni, luci e colori. I gruppi addobbati con preziosi ornamenti e composizioni floreali, vengono portati a spalla dai “Massari”, che con la annacata imprimono ai gruppi sacri un movimento che segue le cadenze delle note delle bande musicali. Sempre da non perdere, il Museo Pepoli. Il conte Agostino Sieri Pepoli, mecenate trapanese, nel 1906 fondò questo museo nel trecentesco ex convento dei Padri Carmelitani, attiguo al Santuario di Maria SS. Annunziata. Ospita una raccolta di opere d’arte siciliane dal XIII al XIX secolo, tra cui sculture della scuola del Gagini e collezioni di arti figurative e decorative del territorio, presepi dell’artigianato trapanese, caratterizzati dalla manifattura in Legno, Tela e Colla; oreficeria, con gioielli appartenenti al tesoro della Madonna di Trapani, argenti della tradizione trapanese e alcune pregevolissime opere in corallo, materiale che aveva in Trapani un importante centro di produzione e lavorazione, paramenti sacri, abiti d’epoca appartenuti alla nobiltà trapanese, maioliche, cimeli del Risorgimento. Nel Santuario è conservata la statua marmorea della Madonna di Trapani, opera di Nino Pisano della metà del XIV secolo.

Caruso & Minini
La cantina ha sede in Via Salemi in un antico baglio ottocentesco interamente ristrutturato e visitabile dal pubblico. È attrezzata con ricevimento, winebar, shop, sale degustazione e, naturalmente, barricaia e cantina. Responsabile dell’accoglienza è Enrica Giacalone che con gentilezza e professionalità ci ha accompagnato in questo piccolo viaggio tra storia enologica locale e familiare. Vedi articolo su: https://wineinsicily.com/caruso-e-minini-passione-oltre-marsala/

Riserva Naturale dei Laghi Preola e Gorghi Tondi
La Riserva Naturale Integrale del “Lago Preola e Gorghi Tondi”è affidata all’Associazione italiana per il World Wild Life Found For Nature Ong-Onlus (WWF Italia Ong-Onlus). L’area è sottoposta a tutela quale bellezza naturale del territorio di Mazara del Vallo. Il vincolo di riserva naturale riguarda un lembo di territorio che da Mazara del Vallo si dirige verso Torretta Granitola, quasi in parallelo con la costa a circa 1 Km di distanza dal mare. In tutto sono 335.62 ha, di cui 107.5 ha ricadenti in Zona A e 228 ha nella Zona B di preriserva. L’area è fruibile tutto l’anno previa prenotazione da effettuare contattando gli uffici dell’Ente Gestore (con una scheda di prenotazione). E’ consigliata la visita nei periodi primaverile ed autunnale, quando diverse specie di avifauna acquatica sono di passo e/o svernano nell’area. Sono disponibili per la fruizione il Centro visitatori con aula didattica multimediale, due sentieri natura attrezzati con relativi osservatori sul lago Preola e sul Gorgo Basso. L’osservatorio sul Gorgo Basso è raggiungibile anche da persone diversamente abili dopo circa 180 metri di un sentiero immerso nella rigogliosa macchia mediterranea a prevalenza di Quercus calliprinos. L’osservatorio sul lago Preola rende agevole e senza disturbo l’osservazione di diverse specie di avifauna acquatica, specie nel periodo primaverile, quando alcune specie hanno nidificato fra i canneti che circondano le acque basse del Preola.

Mazara del Vallo
Mazara del Vallo riesce a riassumere il carattere e la storia di un’isola intera: è un esempio contemporaneo di fusione tra cultura occidentale e araba. La Casbah, antico quartiere arabo, ospita molte case con lo stile tipico dell’epoca araba ed è attraversato da una serie infinita di piccoli cunicoli. Il quartiere è abitato da un’ampia comunità tunisina che contribuisce a mantenere intatto nel tempo lo stile complessivo del quartiere con maioliche e altri elementi decorativi sulle facciate delle case. All’interno della Casbah tanti ristoranti e osterie tipiche che propongono piatti della tradizione cittadina, a partire dal couscous di pesce. Il centro abitato racchiude in sé secoli di storia: le file di palme e il porto si alternano ai monumenti di enorme valore, architetture regali e validi esempi di barocco siciliano. Tra le sue mura chiese antiche, che prima erano moschee e prima ancora luoghi di culti diversi. La cattedrale della città, la Basilica Cattedrale, venne ricostruita dai normanni intorno all’anno Mille e presenta quello stile unico che è un mix di romanico, greco e barocco. Uno stile regale, maestoso con il portale rivolto verso il mare e sormontato da una rappresentazione scultorea di Santiago El Matamoros, San Giacomo di Compostela in sella ad un cavallo e munito di spada che calpesta sotto gli zoccoli del cavallo un musulmano. Da notare le splendide chiese normanne della Madonna delle Giummare e di San Nicolò Regale e la barocca Chiesa di San Francesco. La Basilica Cattedrale del Santissimo Salvatore si affaccia su un altro simbolo della città, quella piazza della Repubblica che è circondata a mo’ di corona dagli edifici più importanti. Oltre alla Basilica Cattedrale, ci sono il magnifico Palazzo del Seminario con all’ interno il Museo Diocesano, che con i suoi due piani dalle undici arcate dona alla piazza il suo inconfondibile aspetto, il Municipio e il Palazzo Vescovile, connesso al transetto occidentale della Cattedrale grazie al Tocchetto, una loggetta su ponte arcuato. Durante la bella stagione, la piazza si riempie di tavolini e di un’atmosfera di festa e di divertimento. E la “bella stagione” da queste parti dura quasi tutto l’anno. Tra il Palazzo di Città e il Seminario si apre una delle tante viuzze del centro storico, la via XX Settembre, che termina sulla Piazza Plebiscito con i ruderi della Chiesa gesuita di S. Ignazio; fondata nel 1701, è a pianta ovale con otto coppie di colonne tuscaniche, sei altari laterali e uno maggiore al centro con una grande cupola e due campanili gemelli, crollata nel dicembre 1933. Adiacente e collegata ad essa, la struttura monumentale del Collegio dei Gesuiti, con il suo imponente prospetto barocco ad arco a tutto sesto e ai lati due telamoni che sostengono la trabeazione. All’interno un cortile circondato da un porticato con archi a tutto sesto che poggiano su colonne tuscaniche. Oggi il Collegio è sede di Biblioteca, Archivio storico e Museo Civico. Infine, proprio di fronte al Collegio, la Chiesa di Sant’Egidio, che ospita un Museo dedicato ad uno dei più importanti lasciti dell’epoca classica dell’arte greca: la statua in bronzo del Satiro danzante. La statua fu riportata a galla la notte tra il 4 e 5 marzo 1998, pescata dal peschereccio “Capitan Ciccio” ad una profondità di 500 metri tra Pantelleria e Capo Bon, Tunisia. L’anno prima, nella stessa zona, era stata pescata la gamba. Sottoposta ad un lungo intervento di restauro presso l’Istituto Centrale del restauro di Roma, dal 12 luglio 2003, la statua altamente evocativa viene esposta nel Museo del Satiro danzante. All’interno del museo anche altri ritrovamenti dal Canale di Sicilia (bronzi minori, vasellame, etc.). Più piccola ma non meno storica è Piazza Mokarta, famosa per la presenza dell’arco normanno, unica rovina del castello voluto da Ruggero II. Mazara è anche uno dei più importanti e noti porti pescherecci del Mediterraneo, base di armamento di una flotta di circa 300 grandi motopescherecci d’altura e oltre 3000 imbarcati. Gran parte dell’economia è legata alla pesca e questa ne fa un’attrazione per chi è alla ricerca del prodotto di eccellenza. Tanti ristoranti del porto hanno un ottimo pesce, primo fra tutti il prezioso Gambero Rosso di Mazara.
Mazara è anche città dell’accoglienza ormai riconosciuta a livello internazionale come esempio d’integrazione, dove gli stranieri (in primis la grande comunità tunisina) sono perfettamente inseriti nel tessuto sociale.