Bolle in vigna, l’appuntamento estivo dedicato al Metodo Classico targato Tenute Nicosia, ha avuto uno dei suoi momenti più attesi nella masterclass introdotta da Graziano Nicosia, Maria Carella e Antonio Marino, rispettivamente titolare, enologa della cantina e responsabile commerciale e marketing della cantina.
Titolo della degustazione alla cieca: “autoctono è sempre più un classico”. La conduzione è stata affidata a Daniela Scrobogna, wine master, Presidente del Comitato Scientifico di Fondazione Italiana Sommelier, nonché redattrice della guida dei vini Bibenda, e a Luciano Mallozzi, docente FIS ed esperto di spumanti. Questo excursus del vino si è svolto percorrendo le espressioni spumantistiche nazionali, internazionali e locali, grazie a quattro blanc de blancs, tre blanc de noir e due rosè
La Bulle Surprise Brut Nature, Domaine De La Chaise 2022 – Christophe Davault
Chenin Blanc 100% Metodo Classico 18 mesi sui lieviti
L’azienda si trova a circa 3 Km dallo Château de Chenonceau, in Loira. Nel 1899, Alexis Davault acquisì una parte del vigneto Prieuré de la Chaise risalente al X° secolo. Suo figlio Eugène accrebbe il vigneto, come fecero successivamente Maurice, Jean-Pierre, Christophe e Quentin. Dal 1980, 45 ettari di vigneto sono stati acquisiti o reimpiantati, estendendo la proprietà del “DOMAINE DE LA CHAISE” a 57 ettari complessivi, inseriti nell’AOC Touraine. Il lavoro delle sette generazioni della famiglia – attuale guida è Quentin – ha condotto a produrre vini AOC Touraine Bianchi, Rosati e Rossi, AOC Touraine Chenonceaux Rosso e bolle Pregiate di Touraine AOC Bianco e Rosé. Le vigne sono ubicate sui pendii di Saint Georges sur-Cher, a circa 50-100 metri s.l.m. Le viti hanno un’età compresa tra i 30 e 60 anni e i suoli sono composti da tufo e argilla. Il vino affina in bottiglia sui lieviti per un anno e mezzo prima della presa di spuma. È un brut nature, come da etichetta. Il perlage è fine e persistente. Il colore è giallo paglierino, con una nota verdognola e lampi intensamente verdi. Al naso è pungente e teso. Si schiudono note di erbe aromatiche, agrumi – lime soprattutto – frutta a polpa gialla e pietra focaia. In bocca si avverte una tensione acida importante. Buona struttura. Il sorso è continuo e contraddistinto da sapidità e persistenza del gusto durevole e carezzevole.
Brut Metodo Classico Pas Dosè 2019 – Fausto Zanzara
Pecorino 50%, Passerina, e una piccola percentuale di Chardonnay – 60 mesi sui lieviti
Ci troviamo in Abruzzo, tra il Monte Majella e il Monte Morrone, a circa 40 Km dal Mar Adriatico. Lo slogan dell’azienda è: Fausto Zazzara, l’artigiano dello spumante. La filosofia dell’azienda si basa su questo concetto. La cantina Fausto Zazzara – 5 ettari vitati – si compone di una serie di antiche grotte e gallerie scavate dall’uomo nel sottosuolo di Tocco da Casauria, borgo medioevale collocato sui declivi delle montagne abruzzesi. Il proprietario definisce la sua azienda come una cantina “diffusa” perché questi ambienti sono situati in punti differenti dell’abitato. Originariamente venivano usati, in periodi bellici, come rifugio o via di fuga e, in tempi di pace, come dispense per prodotti alimentari grazie alla temperatura e all’umidità favorevoli e costanti. Quest’ultima condizione viene utilizzata per l’affinamento e il remuage sui pupitres degli spumanti e per il loro affinamento in grotta. Attualmente l’azienda, nota anche per il Metodo classico Majgual Brut, poggia su due siti: il laboratorio artigianale dove si compie la sboccatura degli spumanti e il confezionamento delle bottiglie; una cantina per la presa di spuma sui lieviti e affinamento, che era di proprietà al convento dei Monaci Domenicani. Le uve degli spumanti vengono tratte dai vigneti adagiati sui terreni calcarei appenninici delle colline di Crecchio (220 metri s.l.m.), antico borgo medioevale in provincia di Chieti (Majella). A Tocco da Casauria (320 metri s.l.m.) avviene la spumantizzazione nella cantina ipogea. Il vino, che in alcune annate beneficia dell’apporto di piccole percentuali di Cococciola (altra produzione della casa), affina dai 24 ai 60 mesi sui lieviti e sposa la linea del dosaggio zero. Il perlage è delicato e permane con una certa decisione. Il colore è giallo intenso con la decorazione di archi dorati. Al naso rimanda subito ad un’idea di frutta matura e sensazioni agrumate con note di pane leggermente tostato e pasta di mandorle. In bocca comandano sapidità e freschezza. È lineare, dritto, secco austero, con un finale vagamente tropicale.
DOC Sicilia Spumante, Sosta Tre Santi Brut 2021 – Tenute Nicosia
Carricante 100%, 24 mesi sui lieviti
Dall’Abruzzo ci spostiamo sull’Etna, presso Tenute Nicosia. L’azienda di Trecastagni spumantizza con successo dal 2011. La linea Sosta Tre Santi è un omaggio a Alfio, Cirino e Filadelfo, i santi patroni di Trecastagni, sede dell’azienda e luogo in cui essi sostarono nel corso del viaggio che li portò al martirio. I vigneti di questo vino si trovano in contrada Monte Gorna e altre contrade del versante sudorientale del vulcano, tutte collocate circa a 650-700 metri s.l.m., con suoli caratterizzati da sabbie vulcaniche e ricchi di minerali. Questo vino sosta almeno 24 mesi sui lieviti (già esistono anteprime da 30 mesi e si punta ai 60 mesi, come già avviene per il Metodo Classico da Mascalese) e almeno 4 in bottiglia dopo confezionamento. Il perlage è vivo ed elegante. Il colore è giallo con sfumatura leggera tendente all’oro verde. Al naso è fine, con un ingresso minerale, velato da un sentore agrumato che vira al dolce. Fiori gialli e aromi di miele, sono altri aromi che spiccano assieme a quello della frutta secca, oltre ad una leggera nota affumicata. In bocca l’acidità è centrale. Buona freschezza e grande persistenza caratterizzano questo vino in cui, in retronasale, ritornano note fumé e minerali.
Brut Nature Tradicional Corpinnat 2018 – Torelló
Xarel·lo 57%, Macabeu 23% e Parellada 20%, almeno 50 mesi sui lieviti
Protagonista è la Spagna, per esattezza la Catalogna, con i 135 ettari complessivi di Can Martí, di proprietà della famiglia Torelló dal 1395. Siamo a Gelida, nell’Alt Penedès, dove l’attuale guida dell’azienda, Ernestina Torelló, si avvantaggia da una storia che dura da più di ventitré generazioni. Torelló dà vita a vini fermi nell’ambito della DO Penedés e gli spumanti hanno il brand di qualità di Corpinnat, associazione che annovera un piccolo gruppo di aziende catalane che puntano sulla grande qualità del prodotto, come Gramona, Nadal e Recaredo. L’azienda coltiva totalmente in biologico dal 2016 gli appezzamenti di terreni (a circa 200 metri s.l.m.), 80 ettari dei quali sono impiantati con 11 diverse varietà di uva. Spiccano anche 439 olivi secolari. I suoli sono argillosi e calcarei. Can Martí de Dalt e Can Martí de Baix Torelló, che sono masies (casali) medioevali, costituiscono rispettivamente la sede delle cantine e il sito degli impianti dell’azienda. Il Brut Nature affina sui lieviti per almeno 50 mesi. Il perlage è fine e continuo. Il colore è giallo con una significativa nuance dorata. Al naso emergono note di caramella, ananas, agrumi, in particolar modo lime e cedro (anche candito) e di marmellata di agrumi amari. Poi, sentori balsamici e accenni mielati. All’assaggio è fresco, meno sapido del precedente, caratterizzandosi per una buona acidità e croccantezza. Persistenza media.
La Stipula Bianca Metodo Classico Millesimato Dosage Zéro 2016 – Cantina del Notaio
Aglianico 100% – 48 mesi sui lieviti
La passione per la viticoltura anima la famiglia Giuratrabocchetti da sette generazioni. Nel 1998, laureatosi in Scienze Agrarie, Gerardo Giuratrabocchetti fonda, con la collaborazione della moglie Marcella, l’azienda Cantine del Notaio. L’intento è esaltare l’Aglianico del Vulture. Gerardo, uomo di cultura (ha ricevuto, nel 2004, anche il Titolo di Accademico Aggregato dell’Accademia dei Georgofili di Firenze), ha rivestito nel corso degli anni un ruolo importante nei vari enti di valorizzazione dell’Aglianico. L’azienda si estende per 40 ettari di proprietà, situati nelle contrade più tipiche e più famose dell’area del Vulture (Rionero, Barile, Ripacandida, Maschito e Ginestra), attorno ai 580 – 600 metri s.l.m. o poco più. Alcune vigne hanno piante di oltre 100 anni. I suoli delle sette vigne aziendali hanno differente natura, poiché alcuni sono sabbiosi, altri pozzolanici, altri ancora di medio impasto e argillosi. L’elemento che li accomuna è lo strato di tufo vulcanico, a cui si aggiunge un’esposizione pedoclimatica che permette un’ottima maturazione per un vitigno dalla vendemmia tardiva (da metà ottobre a metà novembre) quale l’aglianico. Le tecniche di coltivazione sono ispirate a criteri biologici e biodinamici. L’azienda si avvale di quattro cantine, con le grotte a costituire una peculiarità significativa nel percorso di vinificazione. La vinificazione di questo vino avviene in bianco con la prima fermentazione in carati di rovere francese per 15 giorni. Dopo la rifermentazione in bottiglia, la maturazione si svolge per 48 mesi sulle fecce fini in grotte tufacee. Dosaggio: zero. Il perlage è raffinato e duraturo. Il colore è giallo con sfumature tendenti al verde. All’olfazione spiccano sentori di fiori bianchi, acacia, mela e susina. Si percepiscono, inoltre: una leggera mineralità quasi salina, note di macchia mediterranea e di crosta di pane. Al sorso l’acidità è contenuta. Buona corrispondenza naso-bocca. Pieno, lungo e profondo, mostra un finale sapido.
Metodo Classico Extra Brut 2017 – Pauroso
Nebbiolo 100%, 36 mesi sui lieviti
Siamo in Piemonte, nelle Langhe, nel distretto del Barolo. La storia della famiglia Parusso nella viticoltura ha il suo principio nel 1901, quando Gaspare Parusso, bisnonno di Marco e Tiziana, attuali guide dell’impresa, acquisisce il primo vigneto in Località Mariondino presso il comune di Castiglione Falletto. Nel corso degli anni Parusso estende i propri possedimenti, dedicandosi anche all’allevamento. L’imbottigliamento nel 1971. L’azienda viene ufficialmente fondata nel 1990. Attualmente l’azienda Parusso gestisce 28 ettari di vigneto nei comuni di Monforte d’Alba e Castiglione Falletto. Le esposizioni sono differenti, così come le altitudini che variano dai 250 ai 450 metri s.l.m. I fondatori, Marco e Tiziana si giovano, dal 2019, dell’ingresso in azienda di Giulia, la figlia di Tiziana e di Francesco, il figlio di Marco. Il territorio collinare in cui si trovano i vigneti si caratterizza per due tipologie di terreno: il tortoniano, proprio di La Morra e l’elveziano, caratteristico di Serralunga d’Alba. Gli elementi presenti sono: il calcare, l’argilla, la marna, l’arenaria e la sabbia, miscelati dalla natura in maniere differente, a seconda delle zone. I cru dell’azienda sono le vigne di Bussia, Mosconi e Mariondino. La vinificazione di questa etichetta è in bianco. Sosta sui lieviti per 36 mesi in cantina con controllo della temperatura. Il perlage ha una grana fine. Il colore è giallo con bagliori ramati. Al naso la frutta si esprime sulle note dell’albicocca, della fragolina, del lampone, della melagrana. Lievi accenni di karkadé convivono con sentori di pasticceria e crosta di pane. In bocca si sprigiona una freschezza decisa che avvolge il cavo orale. Il tannino si avverte gradevolmente. Complesso e di buona beva, chiude con un’apprezzabile sensazione ammandorlata.
DOC Etna Spumante, Sosta tre Santi Brut Metodo Classico Sessanta Mesi – Tenute Nicosia
Nerello Mascalese 100%, 60 mesi
Torniamo dai padroni di casa. Le uve di questo vino provengono dai “Cru” dei vigneti etnei e di Contrada Bonincontro e Contrada Monte Gorna. Ci troviamo tra i 650 ai 750 metri s.l.m., con suoli contraddistinti da sabbie vulcaniche, con grande presenza di minerali. Questo vino viene vinificato in bianco e sosta sui lieviti per sessanta mesi. Il perlage è fine e persistente. Il colore è oro, con sfumature verdoline. Al naso è complesso e profondo. Si denotano aromi di lampone, fragola, agrumi e frutta secca. Si percepiscono note di erbe aromatiche, soprattutto salvia. Si colgono sentori iodati e di crosta di pane. Affiorano lievi accenni di pietra focaia e fumé. In bocca esprime pienezza, armonia e persistenza. Acidità, sapidità e avvolgenza sono ben presenti in un equilibrio gradevole.
D’Antan Brut Rosè Millesimato 2012 – Soldati La Scolca
Cortese e Pinot Noir 3-5%, 120 mesi sui lieviti
Ci troviamo in Piemonte, al confine con la Liguria. Protagonista di questo assaggio è il territorio di Gavi, presso Novi Ligure, nel comprensorio di Rovereto, una sorta di Gran Cru del Cortese. Nel 1919 il bisnonno di Giorgio Soldati, padre di Chiara Soldati, quarta generazione della famiglia e attuale vertice dell’azienda, acquistò la tenuta La Scolca iniziando un percorso enoico ultracentenario. Il nome dei possedimenti, dominati da un’iconica antica torre, proviene dall’antico toponimo “Sfurca”, che significa “guardare lontano”. La cascina che si trovava in quei luoghi era stata in passato una postazione di vedetta. Al momento dell’acquisizione i terreni erano contraddistinti da boschi e coltivazioni di grano, con poca attenzione alla viticoltura, ma Soldati impiantò cortese in una zona vocata a varietali a bacca rossa, incominciando un percorso di successo, grazie anche ad una successiva produzione spumantistica di rilievo. Il vino Gavi, prodotto dalla famiglia Soldati, si è affermato nel panorama enologico ottenendo la DOC nel 1974 e la DOCG nel 1998, grazie soprattutto alla figura di Vittorio Soldati. Il Gavi di Gavi è il vino più famoso dell’azienda, anche noto all’estero come “Black Label”. Sono 55 gli ettari di terreni (a 300 metri s.l.m.) gestiti dall’azienda, di cui 40 di proprietà e 15 in affitto. I suoli sono argillosi, con presenza di ferro. Questo vino fa parte della linea Reserve D’Antan. Il vino rosato viene ottenuto per vinificazione di uve bianche e nere con breve permanenza delle bucce nel mosto. Il vino sosta sui lieviti per 120 mesi. Il perlage è vivace e persistente. Il colore è rosa buccia di cipolla. Al naso emergono sentori fruttati di giuggiola e arancia sanguinella. Si palesa una nota cerealicola di pane di segale, un aroma di caramella mou e un lieve accenno mentolato. Si coglie anche una leggera speziatura dolce. In bocca propone un gusto netto e affilato. Emerge una sapidità decisa e potente. Profondo e cremoso, riprende in retro-olfatto quanto regala al naso.
DOC Etna Spumante Rosato, Sosta tre Santi millesimato Brut 2022 – Tenute Nicosia
Nerello Mascalese 100%, 24 mesi sui lieviti
Anche questo spumante dell’azienda, come tutti, è un pas dosé e trae origine dai vigneti della zona etnea, posti tra i 650 e i 750 metri s.l.m., con suoli composti da sabbia vulcanica, ricchi di minerali. Il vino sosta 24 mesi sui lieviti. Il perlage è fine e persistente. Il colore è rosa con sfumature aranciate. Al naso è complesso e minerale. Si schiudono note di melagrana, scorza d’arancia e di spezie, soprattutto cannella. Emergono sensazioni leggermente affumicate, di fiori secchi, erbe aromatiche e miele. In bocca è elegante e mostra un’acidità marcata, con una buona struttura e morbidezza. Lungo, si fa apprezzare anche per una sapidità interessante.
di Gianmaria Tesei