Il lusso della semplicità: un agriturismo a Vulcano

 

(Aeolian Report 2016) Lasciato il glamour e l’atmosfera ovattata di Panarea approdiamo nella più selvaggia Vulcano. L’isola, secondo la mitologia classica, ospitava Vulcano, il dio del fuoco. E proprio questa montagna “viva” domina, coi suoi 368 metri, l’intera isola. L’ascesa verso la cima è una delle escursioni più interessanti che si possono fare alle Eolie: tra esalazioni vulcaniche (le fumarole) e rocce multicolori raggiungerete il cratere grande, largo ben 500 metri di diametro, da cui godere una vista impareggiabile sulle altre “sei” sorelle dell’arcipelago. Ma Vulcano è anche l’isola che offre il maggior numero di spiagge, sabbie nere, acqua cristallina e fondali perfetti per gli amanti dello snorkeling. Ed è proprio in una di queste spiagge che continua il nostro report.

 

Punta Aria

La spiaggia di Cannitello è di sicuro una delle più belle di tutte le Eolie. Si trova a pochi minuti dal piccolo e suggestivo borgo di Gelso, è un tratto di costa incontaminato a sud dell’isola dove la macchia mediterranea punteggia di verde la roccia nera. Mauro Pollastri è proprietario dell’agriturismo Punta Aria. La famiglia, più di quarant’anni fa, acquistò diversi ettari in questo incontaminato angolo di Vulcano, distante 10 chilometri dal movimentato porto turistico. Da qui è proseguita l’azione di recupero e ristrutturazione delle antiche abitazioni rurali inserite nella tenuta, ben mimetizzate tra siepi di rosmarino, oleandri, fichi d’india, bouganville, ulivi e piante di cappero. Oggi sono quattordici gli alloggi in stile eoliano, che con le loro mura bianche dipinte a calce spezzano la superba e  verde monotonia della vegetazione di questo promontorio, una terrazza naturale sul mare azzurro, una “punta” che si affaccia sulla costa siciliana. Le camere sono arredate semplicemente, uno stile spartano, senza fronzoli. Niente tv in camera o aria condizionata, è la brezza del mare a rinfrescare i torridi pomeriggi dell’estate siciliana. Per la verità anche la connessione talvolta fa cilecca, ma è un’ottima scusa per staccare la spina e concedersi una pausa ai mille impegni della vita cittadina. Gli ospiti, dopo una mattina trascorsa nella bella caletta, è raggiungibile a piedi in pochi minuti dalle abitazioni, possono pranzare nel ristorante dell’agriturismo, dove lo chef Antonio propone una cucina casalinga a base di pesce fresco e ortaggi dell’orto. Toni, come lo chiamano gli amici, prepara piatti semplici della tradizione eoliana: dal “pane cunzatu”, al tortino di spatola, passando per i formaggi locali. Abbiamo assaggiato un ottimo spaghetto alle vongole, abbinato alla Malvasia secca Francangelo prodotta proprio qui, a Punta Aria (leggi i nostri assaggi al Malvasia Day qui: http://bit.ly/2aE8hqQ). Mauro ha infatti deciso insieme al padre di recuperare la tradizione enologica di questa zona dell’isola impiantando cinque ettari di vigna. Da due anni, poi, è stata rinnovata la cantina. L’intera produzione è ora imbottigliata sull’isola. Oltre la secca, c’è naturalmente il Passito di Malvasia delle Lipari, chiamata “Terza Espressione”; l’annata in corso è la 2015.

Punta Aria è quindi un esperienza  a trecentosessanta gradi, che coinvolge tutti i sensi: la vista, coi suoi panorami mozzafiato e le sue albe, il gusto con la cucina tradizionale eoliana e le cento sfumature che i suoi vini offrono al palato, l’olfatto, con i profumi della macchia mediterranea e l’aromaticità della malvasia, l’udito con l’assoluto silenzio delle notti, interrotto solo dal canto delle cicale e i versi acuti dei rapaci, il tatto, con la sabbia fine delle spiaggia e il tocco delicato dell’acqua tiepida del Tirreno.

Una vacanza rigenerante dove il lusso è rappresentato dall’abbandonarsi ad una vita semplice, dal ritmo lento, scandito dall’infrangersi delle onde sulla nera, nuda roccia vulcanica.

Ma del lusso a 5 stelle di Vulcano, il riferimento è al Therasia Resort, parleremo in una delle prossime puntate…

 

Scritto da