Duca di Salaparuta, una cena in cantina sulla pesca sostenibile

 

Il nuovo look della cantina Duca di Salaparuta di Casteldaccia (Pa) ha brillato ieri, martedì 6 marzo, per la cena “La Pesca sostenibile tra i piatti della tradizione e Terra Madre”, un evento in collaborazione con il Dipartimento Pesca Mediterranea della Regione Sicilia, Slow Food Palermo e la Trattoria I Cascinari.

Dario Cartabellotta, dirigente generale del Dipartimento pesca mediterranea della Regione Sicilia, che ha rimarcato l’importanza della promozione di una pesca sostenibile e di un consumo consapevole dell’immenso patrimonio ittico legato alla pesca di prossimità a chilometro zero.

Ed ecco nel menù, preparato dalla brigata di cucina della Trattoria I Cascinari di Palermo, il polpo, le polpettine di pesce azzurro, il cuscus di gamberi, la terrina di triglie e i gamberoni alla palermitana che incontrano e sposano i sapori della terra come lo sfincione di Ficarazzi, le caserecce al nero di seppia e il macco di fave fresche. In chiusura il sorbetto di mandarino tardivo di Ciaculli e il cannolo tradizionale delle comunità di Piana degli Albanesi e Santa Cristina Gela.

Il tutto abbinato ai vini dello storico marchio siciliano:

Duca Brut, il primo spumante charmat lungo siciliano;
Star, primo e inedito blend di Grillo e Muller Thurgau;
Lavico 2013, un Nerello Mascalese che cresce alle pendici dell’Etna sui suoli vulcanici della Tenuta Vajasindi, e per chiudere…
Morsi di Luce, dalle uve Zibibbo coltivate sull’isola di Pantelleria.

La cena, in pieno stile Slow Food, è stata inoltre l’occasione per conoscere il pastificio Feudo Mondello e la storia della famiglia Agosta che, dalla metà dell’800, coltiva i 270 ettari della propria tenuta nella Valle del Belice. Feudo Mondello ha chiuso la filiera del grano realizzando in azienda un mulino con macina in pietra naturale e un pastificio artigianale dove trasforma il proprio grano duro in pasta e farina. Dopo pochi giorni dalla macinazione la semola viene trasformata in pasta con l’uso di trafile in bronzo. La pasta viene poi essiccata lentamente in celle statiche dove la temperatura non supera mai i 38° per mantenere il calore, il profumo e il gusto del grano duro siciliano. L’uso di semola particolarmente grossa, prodotta con la macinazione a pietra, rende la pasta di Feudo Mondello naturalmente ruvida per trattenere al meglio i condimenti. Grazie a tale processo di produzione si ottengono paste integrali che ci riportano alle genuinità di una volta.

Per le visite in cantina:

Duca di Salaparuta / Corvo / Florio
Tel: (+39) 0923 781 305/317
hospitality@duca.it